Coronavirus: alcune riflessioni

Questa crisi ha stravolto le nostre certezze quotidiane forzandoci a vivere sospesi, in attesa del “dopo”. Se la meta è sconosciuta, possiamo provare a immaginare quello che impareremo lungo il percorso.

A lavorare in modo più intelligente

Lo smart work, che da noi non aveva attecchito, ha avuto occasione di farsi conoscere e apprezzare. Le misure legislative lo incentivano, le aziende lo incoraggiano per evitare contagi. Che sia la volta buona che inizi a diffondersi? La tecnologia non manca di certo.

In prospettiva, mi immagino che tra qualche anno una buona percentuale delle più grandi aziende consentirà il lavoro da casa, riducendo così la congestione del traffico, il tempo perso negli spostamenti, l’impronta ecologica.

Quello che mancava fino ad oggi era una cultura favorevole al lavoro agile: si pensava che fosse una scappatoia per lavorare meno. Questa quarantena sta dimostrando che lavorare da casa è possibile e che la produttività non ne risente.

La possibilità di lavorare a distanza è una questione culturale e interessa tutti i settori. Noi avvocati ci lamentiamo da tempo dell’utilizzo parziale della tecnologia. Nel settore civile esiste da tempo la possibilità di accedere a un “fascicolo telematico”, nel quale depositare ed estrarre documenti. Nel penale, invece, si andava avanti con i depositi cartacei: per questo abbiamo apprezzato la possibilità (concessa eccezionalmente in questo periodo) di utilizzare anche nel settore penale modalità telematiche per depositare atti e documenti o richiedere copie di atti (e pagare i relativi diritti). La nostra speranza è che, passata l’emergenza, queste innovazioni diventino definitive.

A ridurre gli spostamenti inutili

Se i consigli di amministrazione di società quotate si riuniscono a distanza, una webcam e un computer sono sufficienti per gran parte delle riunioni. Meno spostamenti significa anche meno stress e riduzione dell’impatto ambientale. Una situazione in cui vinciamo tutti, quindi si tratta di una lezione da imparare alla svelta.

Anche qui il limite era essenzialmente culturale, eppure una stretta di mano non è un bonus suddividente per ripagare ore di viaggio.

Ad apprezzare la didattica a distanza

Università e corsi di formazione sempre più accessibili, 365 giorni l’anno. I corsi a distanza sono comodi, eppure fino ad oggi li abbiamo snobbati. Inutile mentire: le università online erano viste come una seconda scelta, prima che tutte fossero costrette a seguire il loro metodo. Da domani, la sfida sarà mantenere i corsi a distanza per tutte (o quasi) le lezioni. Si tratta di un’opportunità imperdibile per democratizzare l’accesso alla cultura.

A indossare le mascherine

Ci è stato spiegato e oramai dovremmo averlo compreso che le mascherine diminuiscono la possibilità di contagiare, se siamo malati. Un’accortezza comune in Oriente, che dovremmo smettere di considerare ridicola.

A prepararci per la fine del mondo

Perché in fondo la prossima emergenza è dietro l’angolo e si chiama crisi climatica.

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