Verso il superamento del mito del veganismo

Questo articolo appartiene alla serie Il falso mito del veganismo.

  1. L’esplosione del veganismo
  2. Il lungo cammino percorso 
  3. Il cambiamento è nel carrello della spesa
  4. Pensare in modo strategico
  5. Verso il superamento del mito del veganismo
  6. La necessità di un movimento per i diritti animali

Anche singoli individui possono e devono esercitare la stessa logica indicata nei paragrafi precedenti per le organizzazioni. Riporto qui alcuni semplici e schematiche considerazioni ulteriori per gli attivisti solitari, che possono valere come utile promemoria.

Innanzitutto, dobbiamo comprendere che noi tutti siamo parte integrante di una società complessa e che da un giorno all’altro non si può riuscire a cambiare il mondo. Per far sì che il mondo diventi vegano, realisticamente bisogna accogliere positivamente anche chi riduce la quantità di carne nella propria alimentazione e non demonizzarlo o mortificarlo. Purtroppo una tendenza comune è non solo colpevolizzare i vegetariani perché potrebbero fare di più ma soprattutto sostenere (contro ogni evidenza logica) che la semplice riduzione del consumo di carne non sia utile a salvare animali. La riduzione è il passo più semplice e immediato, alla portata di tutti e che contribuisce a far calare il numero di animali “prodotti” e “consumati” dalla nostra società. Si tratta appunto di un primo passo — quello più importante — nella giusta direzione.

Anche se in termini ideali potrebbe non risultare soddisfacente, è vero che se sempre più persone ridurranno il loro consumo di carne, non soltanto più animali saranno salvati ma si creerà, inoltre, un contesto positivo per procedere verso la direzione desiderata. L’aumento del numero di persone che conoscono e apprezzano le alternative alla cucina tradizionale genera infatti un clima positivo che agevola la transizione dell’intera società, sempre tramite verso la riduzione progressiva. Questo passaggio è fondamentale e si comprende appieno appunto alla luce del fatto che il mondo non si può cambiare da un giorno all’altro e che per mettere in moto un meccanismo virtuoso, il passaggio riduzionista è non solo utile ma fondamentale.

Altro aspetto da mettere in evidenza è la crescente disponibilità di alternative e il ruolo dell’industria alimentare. Nel sistema economico attuale è impossibile che le poche aziende che producono alimenti e prodotti 100% vegetali soppiantino quelle che producono in modo tradizionale e non è nemmeno auspicabile: si tratta pur sempre di aziende che lavorano per profitto, perciò una lotta tra “buoni” e “cattivi”, che faccia trionfare le prime e fallire le seconde on ha assolutamente senso. Bisogna piuttosto man mano portare il sistema economico dalla propria parte, non essendo ipotizzabile abbatterlo per tornare al baratto.

Questo è ciò che molti non colgono e la ragione per cui suddividono erroneamente il mondo in buoni e cattivi. La realtà è ben più complessa: non vi è un nero e un bianco e non si può ipotizzare sia in alcun modo utile lottare contro i mulini a venti, impegnandosi affinché crollino tutte le industrie agroalimentari basate sullo sfruttamento animale. Piuttosto, è più utile sperare che si riconvertano e accompagnarle verso questa transizione, allo stesso modo in cui si può accompagnare l’intera società a compiere questo passo. Questo non può stupire né scandalizzare: se si decide di impegnarsi per aprire gli occhi a chi ci circonda, non resta che assumere questo atteggiamento positivo e abbandonare la contrapposizione e lo scontro, che non agevolano il confronto.

In una società complessa come quella attuale, composta da più livelli di decisioni a strati sovrapposti ed in cui il sistema fagocita in poco tempo e assimila ogni tentativo di eversione rispetto alle logiche economiche e strutture di potere esistenti, solo la contemporanea convergenza di più forze in un’unica direzione può portare a cambiamenti reali secondo giustizia. In questo siamo chiamati a impegnarci tutti, prima di tutto come cittadini, nei limiti delle nostre possibilità, purché agiamo secondo coscienza e con un metodo che sia efficace e non deleterio per la causa che abbiamo scelto.

Foto: Jovan J su Flickr

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